Perché le adozioni a distanza?

La Fondazione Semper Altius Onlus propone un programma di “trasformazione” dell’ambiente sociale in cui vivono bambini che si trovano in uno stato di degrado sociale o di assoluta povertà. Agisce attraverso un programma di adozione a distanza.

“Adozione a distanza”: queste parole sono ormai parte del linguaggio comune ma soprattutto dell’esperienza di vita di molte famiglie italiane che a partire dagli Anni ’70 fino ad oggi hanno scelto di donare parte dei propri risparmi, ma non solo, a bambini che appartengono a comunità disagiate in alcuni Paesi dell’Africa, in Messico, in India solo per citarne alcuni.

Oggi, oltre un milione e mezzo di Italiani partecipa a programmi di adozione a distanza, con un impegno economico di oltre 500 milioni di euro (dati ForumSad). Adottare un bambino “a distanza” significa garantirgli l’assistenza sanitaria o la possibilità di frequentare la scuola senza sradicarlo dall’ambiente in cui è nato e vive con la sua famiglia.

L’idea alla base di questi programmi è quella di favorire, attraverso l’aiuto concreto al bambino, tutto l’ambiente socio-culturale in cui il bambino è inserito. Più adozioni nello stesso villaggio o nella stessa classe di scuola possono davvero avere un’influenza positiva sulle condizioni di vita di intere famiglie. Le adozioni a distanza sono principalmente volte a garantire l’istruzione e l’assistenza sanitaria in Paesi i cui a volte questi aspetti sono un lusso nella vita dei bambini.

D’altra parte, per la famiglia adottiva l’adozione a distanza comporta un impegno limitato nel tempo, che può essere rinnovato o no di anno in anno fino al miglioramento definitivo delle condizioni di vita o di salute del bambino; non è raro, però, che le famiglie adottive richiedano di iniziare un nuovo programma di adozione per sostenere altri bambini nella loro crescita.

L’adozione a distanza è aperta alle famiglie ma anche ai singoli. Possono adottare un bambino a distanza gruppi di amici, classi scolastiche, comitati parrocchiali.

Adottare un bambino a distanza significa anche, per i genitori e per gli insegnanti, la possibilità concreta di educare i figli (e forse se stessi!) ad acquisire uno stile di vita ispirato ai valori di solidarietà che caratterizzano la scelta dell’adozione; uno stile non necessariamente “povero” piuttosto consapevole dell’esistenza di situazioni molto meno fortunate della nostra e della necessità di farcene carico, in qualche modo.

Alla generosità del gesto di solidarietà si aggiunge così la testimonianza di uno stile di vita, possibile, che considera la necessità di prendersi cura dell’altro.

I programmi di adozione a distanza proposti dalla Fondazione Semper Altius Onlus, sebbene indirizzate a singoli bambini, non prevedono la possibilità di stabilire una relazione personale con i bambini adottati sia per motivi di sicurezza dei minori adottati sia per tutelare la privacy delle famiglie.