Testimonianze di una scelta

La testimonianza di coppie e giovani che hanno scelto di essere genitori adottivi a distanza.

«La mia madrina di battesimo sapeva che ci sta a cuore la situazione dei bambini che vivono in condizioni di difficoltà e quando abbiamo deciso di sposarci ha voluto regalarci un’adozione a distanza: ha contattato la fondazione e ha fornito i dati miei e di mia moglie, indicandoci come genitori adottivi. Sono passati sei anni e continuo a seguire i progressi di K. con mia moglie e le nostre due figlie, che sanno benissimo di avere una sorellina che non vive con noi, ma in Africa, che ha la pelle scura e i capelli ricci, ma ha la stessa voglia di giocare e di imparare cose nuove all’asilo e a scuola, e ha un’altra mamma e un altro papà. La conosciamo e la vediamo crescere attraverso le foto, i disegni (che assomigliano tanto a quelli delle nostre bimbe!) e le lettere, perché adesso ha imparato a scrivere. Anche noi le scriviamo, le raccontiamo che parliamo spesso di lei ai nostri amici e alcuni hanno deciso di adottare altri bambini della sua stessa comunità».

«Siamo arrivati al giorno delle nozze con la consapevolezza che per noi sarebbe stato difficile avere figli, anche se non impossibile. Così, come augurio e anche come monito, alcuni nostri amici hanno deciso di regalarci un’adozione a distanza: ci hanno regalato la possibilità di avere un figlio da accudire, anche se non lo avremmo tenuto tra le braccia e non avrebbe vissuto con noi. Questo strano regalo ci ha donato serenità e ci ha aiutato ad arrivare al matrimonio con la convinzione che se anche non avessimo avuto figli nostri, avremmo potuto contribuire alla vita, alla crescita e all’educazione di tanti altri bambini. Dopo diversi anni è arrivata la gioia di un figlio nostro e oggi ne abbiamo due: sono biondi ma hanno i capelli ricci come il loro fratello maggiore che vive in un altro Pese, con altri genitori. E adesso che sono cresciuti stanno imparando a fare delle piccole rinunce (un giocattolo, una barretta di cioccolata) per mandare un regalino a questo fratello lontano».

«Non sono sposato, anche se da quasi un anno ho una fidanzata splendida che spero diventi un giorno mia moglie. Da giovane ho commesso l’errore di confondere l’amore con il possedere l’altro e un giorno mi sono trovato di fronte alla realtà di una gravidanza che non desideravo e che la mia compagna di allora vedeva come un peso e qualcosa di cui entrambi volevamo disfarci. Purtroppo l’ho sostenuta nella scelta di abortire e solo con il passare del tempo ho cominciato a sentire il rimorso della scelta fatta e ho acquisito la consapevolezza di aver perso mio figlio. L’idea di adottare un bambino a distanza è nata quasi per caso, anni dopo e sebbene non abbia cancellato il dolore e il rimorso, mi sta aiutando nel mio cammino di conversione. Quel visino che mi sorride dalla foto sulla scrivania mi aiuta nel faticoso lavoro di rimettere ogni cosa al suo posto: gli errori del passato li ho affidati alla misericordia divina, e oggi posso ancora dare affetto e sostegno concreto a un bambino, un figlio a distanza, che desidero accompagnare nella crescita finché sarà necessario». 

Per motivi di privacy le testimonianze che seguono sono pubblicate in forma anonima.